giovedì 31 gennaio 2008

STUPIDO HOTEL

24 Jan,
Near Point a Pitre Marina...
Groiser, Guadalupa.
23:59pm


- Da cosa stai scappando?
- Non sto scappando.
- E allora che cosa e' questo tuo girare inquieto? Non hai trovato nessun posto che ti piaccia?
- Al contrario, tanti, forse troppi, ma voglio vederne ancora.
- Sei ingordo...

Juliet e' una puttana. Mentre parla fa dondolare la gamba accavallata, sbatte maliziosamente le ciglia. Accarezza le parole che le escono di bocca con le labbra, affila le consonanti con sinuosi evoluzioni della lingua.
L'ho trovata qui, che fumava una sigaretta sul bordo della piscina. L'hotel e' a ore, ma almeno il letto e' pulito: "Les plus economic" mi assicurava il taxista mentre scaricava i bagagli.



La clientela l'avevo intuita dal fatto che in cambio dellla chiave nu ometto con gli occhi chiusi mi chiedeva solo 45 euro, e nessun documento.
Sulle pareti nessun cartello invita i gentili clienti al silenzio, e specchi ovunque. Era gia' sera inoltrata quando sono arrivato, e dopo una doccia la mia unica preoccupazione era di mettere qualcosa sotto i denti prima di dormire.
Ma invece di un bar ho trovato Juliet nel cortile di questo motel, fumava annoiata una sigaretta e piuttosto che parlare voleva accertarsi che le lenzuola del mio letto non fossero troppo in ordine e - dato che ero io - anche a meta' tariffa.

- Sono sicuro che potremmo divertirci, ma forse sono troppo stanco, ho avuto una lunga giornata.
- Da dove vieni?
- Dalla Martinica, Le Maren.
- Davvero? Non mi sembri creolo, e men che meno francese... Ma dov'e' che stai andando?
- Avanti. E tu?
- Non ne vale la pena, Odisseo. Chi non si ferma adesso, subito, non si ferma mai piu'. Quello che fai, lo farai sempre. Devi rompere una volta il destino, devi uscire di strada, e lasciarti affondare nel tempo...
- Non sono immortale.
- La strada lo e'. Che cosa e' vita eterna se non questo accettare l'istante che viene e l'istante che va? L'ebbrezza, il piacere, la morte, non hanno altro scopo. Guarda dove vai. Cos'e' stato finora il tuo errare inquieto?
- Sono domande belle, ma la via per le risposte potrebbe essere piu' lunga della strada. Bon nuit. Ci rivedremo?
- Saro' sempre sulla strada.

Socchiudo gli occhi, ed intanto quasi mi addormento. Prima di cadere nel sonno rivedo la giornata: ecco la sveglia che suona, e le 6:50 di mattina sono scandite dalle gocce che dal tendalino cadono in coperta, proprio sulla mia cabina.
Rassetto le ultime cose e chiudo definitivamente la barca.
Eccomi che sto scaricando i bagagli: eccomi mentre faccio oscillare il braccio cercando l'equilibrio giusto per lanciare il bagaglio piu' grosso in banchina, eccomi che capisco che non ce la faro' ma che piuttosto che lasciar cadere la borsa in acqua tanto vale tentare il tutto per tutto e spiccare il volo con il bagaglio ed il mio stesso slancio, cercando di raggiungere la banchina.
Ecco l'idea stupida... la borsa atterra in salvo, mentre il mio stinco si sfracella contro lo spigolo della banchina, ed io che abbraccio un paio di bitte per evitare di cadere in acqua.
Mi tiro su e guardo la gamba: fa paura. Il dolore e' sopportabile ed il sangue poco, ma dallo stinco sporge un gonfiore mostruoso, sembra che stia partorendo la larva di una seconda gamba.
Riesco a camminare, non e' rotto, il ghiaccio risolvera' , non ho tempo di andare all'ospedale. Devo prendere il taxi collettivo (unica forma di trasporto pseudo-pubblico in Martinica) e quelli partono quando sono pieni; la strada per Fort de France e' lunga e la nave per la Guadalupa non aspetta.
Mi imbottisco di antidolorifici e mi trascino coi bagagli al parcheggio.
Eccomi nel taxi mentre sorrido ad una donna e la Martinica mi scorre di fianco, dietro al finestrino.
Eccomi al porto, in coda per i controlli di sicurezza.
Ecco il mio coltello, che invece di essere nella borsa e' fissato saldo alla mia cintura.
Corro, corro via dalla fila, indietro al check-in.
- Ho bisogno della borsa, devo metterci questo, non sapevo che fosse come all'aeroporto.
- I bagagli sono gia' andati.
- Ma...
- I bagagli sono andati. Desole'.

Faccio due passi desolati.

Ecco il mio sguardo che incontra quello di un fattorino: mi fermo, si ferma.
UNa mano si allunga col coltello, mentre sorridiamo entrambi.
E' stato di parola, oltre la barriera dei controlli, alla scala d'imbarco, le nostre mani si stringevano ancora ed ora il coltello e' qui, sul mio comodino.

4 commenti:

franco carlo ha detto...

Vedo che in fondo sei sempre fortunato!sara per l'amuleto che porti con te.Per l'atterraggio in banchina,ti è andata abbastanza bene!
Pensa se tutto bagnato avresti dovuto correre a Fort de France per imbarcarti.In fondo un ammaccatura allo stinco per il "guerriero Marco Furio" potrebbe essere anche un vanto.Certo però che con i salti dalla barca alla banchina non sembra che te la cavi molto bene!Quanto al coltello sei stato fortunato di non trovare un"picciotto siculo" che
voleva portarti dal maresciallo del luogo.Quel fattorino è stato veramente simpatico.
Arrivato poi a Pointe à Pitre marina(Gosier?) Odisseus e la Circe
del luogo hanno avuto un interessante scambio di filosofia spicciola ma,intensamente vissuta,ognuno a suo modo,su temi
profondi come:"panta rei","carpe diem","errare infinito","strada infinita","spezzare il destino",
"vita eterna","ebbrezza,piacere morte"insomma un compendio di Filosofia dai Presocratici ai Postkantiani.
Quanto a "les hotels les plus economic" ti è andata bene che hai trovato le lenzuola pulite a soli 45 euro.Mi ricordo a Parigi,nei lontani anni 50,studente,in un alberghetto simile,oltre alle lenzuola mi offersero,ammiccando, anche una "coperta"(le chiamavano così!)
C'est la vie.

Alla prossima isola!

Emanuela ha detto...

però è vero,nelle foto sembri più cicciottello,in video meno,non perdere l'elasticità,non affogare lo scatto dentro un daiquiri .STIAMO FACENDO DI TUTTO PER ANDARE A SENTIRE VASCO cercherò di portare tutti.Tanti si divertono alle tue storie,ma quando riprendi il mare? baci bacianche da anna cristina marina

franco carlo ha detto...

Finalmente ho avuto tempo per guardare tutte le tue foto.Ce ne sono alcune molto belle e..descrittive.Una che tecnicamente ed esteticamente ho trovato perfetta è quella scattata dalla poppa del Sintra che lascia Tenerife vista in lontananza sotto un cielo corrusco di nuvole e con il raggio del sole quasi al tramonto.che illumina il nodo della cima sulla destra.STUPENDA!!Belle anche l'albero rinsecchito sullo sfondo del cielo a Sint Maarten e il rifrangersi delle onde sulla scogliera.Neanche a dirlo me ne sono appropriato,raccolte,tutte le migliori,in un file nel mio album di foto sul computer.Comunque il Sintra era proprio una bella barca
dall'aspetto"marinaro"-me la godo sul desktop ogni volta che accendo il computer.Alla fine del tuo viaggio mi dovrò incidere un CD
Buon proseguimento..di foto

franco carlo ha detto...

P.S.riguardando meglio la foto del Sintra,non deve esser scattata dalla poppa ma mi sembra sulla tuga della cabina centrale,ed essendo la barca una due alberi,se non vado errato,dovrebbe essere l'albero di trinchetto(correggimi comandante,e chiudi un occhio per ingaggiarmi come mozzo al prossimo viaggio) -comunque è la PB280644 SUL FLICKR e come fotografo che se la cava posso dirti che quella luce di taglio è molto bella, soprattuto ingrandendo la foto a tutto schermo
ed osservando le le case(penso di Santa Cruz de Tenerife) illuminate dal sole.