lunedì 12 novembre 2007

SO FEW THINGS ON BOARD AND SO MANY NAMES FOR THEM...

Opera naturale e' ch'uom favella,
ma cosi' o cosi', natura lascia
poi fare a voi secondo che v´abbella.

Sure enough, the first obstacle for a novice aboard a sailing vessel is the strange and uncomfortable dictionary. As somebody told, the sailor is a “xenophobist linguist”. Even the simplest thing on board changes name, as “thing” itself is a forbidden word. Names were already complicated enough in italian, now that I have to live, think, and above all sailing in english you can imagine the fun!
Even if my everyday english is quite good (as you can see ;-) I had to literally study some nomenclature pertaining to the whole world of sailing (from the engine to the boat, from the maneuvering to the electronics, from the harbour to the everyday chatting about the weather). So I found out some fun new words... for istance:
Se sentite parlare di “sea cock” non ha niente a che fare con organi genitali marini, e non e' nemmeno un'imprecazione contro sto cazzo di mare, si tratta invece delle “prese a mare” dei lavandini e scarichi vari... Similmente ci sono un sacco di false-friends. “Block” ad esempio non e' qualcosa che blocca, bensi' qualcosa che fa scorrere (ovvero un “bozzello”)... Se si parla di “partner” non si tratta della moglie dell'armatore ma della “mastra” (per i non addetti la parte della coperta attraverso cui passa l'albero) e se sentite “saloon” non pensate ad un western ma al “quadrato”. Il baglio massimo si chiama “beam” proprio come il Mr. comico inglese... Urlando “sheet in guy” non si sta prendendo in giro un povero ragazzo che si e' cagato addosso (anche se la pronuncia e' uguale), ma solo si chiede di “quadrare il tangone”. Molto democraticamente “boss” indica il mozzo, e molto romanticamente “starboard” sta per “dritta” mentre poco intuitivamente “port” non ha nulla a che fare col porto ma significa “sinistra”. “There is oilskin on pier” non significa che quel puzzone di pier ha la pelle bisunta, bensi' che "c'e' una cerata sulla banchina". Se il capitano vi chiede il “compass” si sta riferendo alla bussola, mentre se vi dice “check the dog vane” non si sta preoccupando del cucciolo di bordo ma del segnavento. Se vi urla “boom out” non vuol dire che sta per esplodere tutto, ma vuole che stralliate il tangone; mentre se vi chiede “check if there is any beacon foreward” non vuole un toast, ma si preoccupa di eventuali mede.

Tutto cio' mi ha fatto tornare con la memoria ai primi passi su una barca a vela in quel di caprera, quando novizio i termini marinareschi mi sembravano incomprensibili persino in italiano, e devo ammettere che mi ero dimenticato quanto possa essere difficile imparare un volabolario cosi' astruso... (Mi sono ripromesso di ricordarmene la prossima volta che qualche allievo in sardegna mi chiedera' quale “coso deve cosare”..).
Per adesso facciamoci due risate col buon vecchio pupazzi va....
A! IL TANGONE!

4 commenti:

daria ha detto...

mica scemo l'armatore! praticamente tu e joel gli state facendo la manutenzione della barca gratis!
...BACIOOOO

c ha detto...

ciao marco.
sono GT
dico solo una cosa.
stai facendo ciò che se rinascessi e scoprissi la vela per tempo farei anch'io.
vai così
il mondo è tuo.

Emanuela ha detto...

mi piace quello che hai scritto
nunu

enricocarlo ha detto...

i vidi mosso me per tutto l'arco
che fa dal mezzo al fine il primo clima;
si ch'io vedea di là da Gade il varco
folle d'Ulisse,e di qua presso il lito
nel qual si fece Europa dolce carco.