venerdì 29 febbraio 2008

EL PECHENO OVVERO IL TRAFFICONE.

15/02
Boca Chica,
Dominican Republic
19.30pm


Nei paesi poveri uno dei problemi principali e’ la disoccupazione della maggior parte pella popolazione, tanto che, ad esser precisi, bisognerebbe parlare di paesi dalla popolazione povera.
Infatti sono ormai pochi i paesi davvero poveri: anche in posti dalla moneta debole come le Grenadine o Antigua, il Marocco, l’India, il Brasile o la stessa Rep Dominicana, la macchina del turismo e della globalizzazione ha portato ricchezze e risorse.
Il punto e’ che queste richezze e risorse sono create dagli occidentali per gli occidentali: gran parte dei locali infatti non solo non vi prende parte essendo disoccupata, ma non puo’ nemmeno usufruirne proprio perche’ povera in quanto disoccupata.
Non riuscendo a ritagliarsi la propria fetta con un lavoro regolare si ricade nelle due principali occupazioni “a latere” che attingono dalla macchina del turismo: quella per cosi’ dire “attiva” delle fakeguide e quella “passiva” dell’accattonaggio.
Questa divisione e’ naturalmente di comodo e certamente di massima, basti pensare a quanto spesso l’accattonaggio possa essere tutt’altro che passivo (sfiorando addirittura l’estorsione) e quanto l’attivita’ delle sedicenti guide tutt’altro che produttiva (mirando solo a farsi offrire una birra o il pranzo).
Ad ogni modo l’accattonaggio ha due forme principali di esecuzione: una attraverso i bambini e la manifestazione di miseria, l’altra (vecchia come il mondo) consistendo nella messa in mostra di deformita’, malformazioni, mutilazioni, malattie e stati particolari di indigenza.
Ma in tutti i casi il punto su cui si fa leva e’ il divario di condizione tra il mendicante ed il turista, intavolando un sottile ricatto morale: “come fai tu, che stai cosi’ bene, a guardare me, che sto cosi’ male, e a non darmi dei soldi?!” La stessa subdola arma psicologica viene usata dai trafficoni (o come li chiamano gli americani “fake guide”) per attaccare bottone: “Ma come, io ti sto dando accoglienza nel mio paese e tu non ti degni nemmeno di fermarti a fare due chiacchiere?!?”. Una volta fermato e sbrigati i convenevoli inizia l’offerta pressante di ogni genere di servizio (sempre in amicizia, ben inteso) salvo poi intascarsi creste enormi o richiedere espressamente il conto.
Coi trafficoni la faccenda e’ piu’ delicata, perche’ in qualche caso possono rivelarsi davvero utili negoziando un prezzo comunque piu’ basso di quello che saresti riuscito a strappare tu, mostrandoti posti in cui non avresti potuto metter piede senza essere assalito da una mandria di postulanti, o portandoti nell’hotel piu’ economico che non avresti trovato da solo. Tutto sta nel saper riconoscere quelli in grado e disposti a fare tutto cio’ dai semplici scrocconi ed approfittatori.
Inizia poi un durissimo duello di astuzia e diplomazia per cercaqre di ottenere quello che si vuole senza farsi fregare, o meglio, cercando di farsi fregare il meno possibile (tutto sta nel decidere subito da chi e quanto farsi scucire, una volta pagata quella “gabelle” si stara’ tranquilli per un po’).
Se invece si scaccia bruscamente il trafficone si puo’ incorrere in diverse situazioni, pressoche’ tutte negative e comunque peggiori. Nel migliore dei casi si sara’ assaliti da ondate incessanti di questuanti, scrocconi e trafficoni d’ogni sorta, fino a quando – stremati dal numero e dall’insistenza si scucira’ qualche soldo solo per levarseli di torno, senza neppure avver ottenuto null’altro che un po’ di pace in cambio. Nel peggiore dei casi, invece, un atteggiamento scontroso potrebbe far scattare la rabbia della bestia affamata, e nessuno veramente furbo vorra’ trovarsi contro un affamato che non ha nulla da perdere...

Era da S. Vincent che non mi imbattevo in un trafficone. Dalla Martinica in su’ le isole sono abbastanza ricche da escluderne la presenza (non saprei dire se per una migliore condizione di vita generale, o se per coercizione da parte delle forze dell’ordine).
Ma eccomi appena arrivato a S. Domingo che vengo avvicinato da un omino in giacca e cravatta: come primo lavoro farebbe parte di un qualche fantomatico ufficio dell’aereoporto, ma in realta’ approfitta del flusso dei turisti per incanalarli negli hotel dei suoi amici. Per ogni tot si fara’ dare qualche soldo.
All’aereoporto non partono e non arrivano autobus, e’ una politica diffusa in varie isole per dare lavoro allo spropositato numero di tassisti (il lavoro “regolare” piu’ diffuso fra gli uomini locali). Alla dogana mi avevano detto che il taxi per la Capital poteva costare 40$, “el pecheno” mi dice che puo’ ottenerlo per 20, in piu’ mi presentera’ una italiana che affitta camere ad un prezzo conveniente. Un buon affare, accetto anche perche’ e’ proprio quello che cercavo.
Alla fine daro’ al pecheno 5$ di mancia ed in totale avro’ speso comunque meno che muovendomi da solo e risparmiando un sacco di tempo ed energie... Ovviamente lui cerchera’ di rilanciare, ed il tassista dietro di lui... e’ sufficiente non farsi intimidire e soprattutto avere una pazienza apollinea: se poi si e’ stati chiari fin dall’inizio sulla somma si risparmiera’ tempo e denaro.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie

Anonimo ha detto...

imparato molto

Anonimo ha detto...

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