sabato 17 maggio 2008

PACIFIC CROSSING!!!

HELLO EVERYBODY!!!
We are sailing today (17/05) starting the pacific crossing to Marquisa Islands! For the next 20 days I will not be able to answer you... in the meantime a big hug and some pics from galapagos island!

HASTA LUEGO!








PASSAME LA BOTELLA.....

Il tempo e' la cosa piu' preziosa che un uomo possa spendere.

Lo so, lo so, il blog non é' molto aggiornato... purtroppo non ho il tempo di mettere niente di piu' dei titoli ed una piccola sinossi delle giornate passate, di cui non ho avuto il tempo di mettere sul blog le avventure. In particolare tutto il tempo passato a Cuba e' da raccontare bene, va bhe, lo faro' all'arrivo dall'altra parte del pacifico... in tanto un abbraccio a tutti.

26/02 HASTA CUBA, SIEMPRE.
Finalmente l'arrivo a Santiago de Cuba... immaginatemi alla Casa della musica, col mio panama Bianco a fumare RomeoyJuliet e bere mohito sventolandomi con una copia del Le Monde... the class is not water...

02/03 ANIMA & POLVERE, ANCORA.
In giro per cuba in autostop.


07/03 TRINITAD, BELLA COME SEI.


10/03 CABALLERO, POR TRINITAD.


14/03 CIENFUEGOS



17/03 LA MIA HABANA
Dell'havana sapevamo solo che le luci del prado erano sempre accese e che, se ti diceva bene, poteva capitarti l'occasione della tua vita...


21/03 OASI: I PERICOLOSI INTELLETTUALI.
Dinuovo in mare! Salgo a bordo della barca Danese Oasi, un bel Alubat di 44 piedi che naviga intorno al mondo per riabilitare ragazzi col passato difficile. Lavorero' con loro fino a Panama, attraversando il golfo del messico fino alle splendide San Blas!



27/03 MARE FORZA 9
Burrasca nel golfo del messico, surfiamo a 15 nodi fino a quando un onda travolge la barca... per miracolo riesco ad acchiappare al volo uno dei ragazzi scaraventati dall'onda e a tenermi aggrappato al timone... per questa volta solo un buiolo finisce a mare...

31/03 L'ULTIMO DEI MOICANI
Arrivo a San Blas!!




04/04 WELCOME TO THE JUNGLE
Devo lasciare la barca Oasi, per raggiungere Panama, invece di prendere l'aereoplanino che in venti minuti arriva, mi avventuro in un viaggio lungo tre giorni fra navi cargo colombiane e chiatte di pescatori. Per raggiungere la citta´ attraverso la giungla inospitale del territorio Kuna su un 4 ruote modello El alamani, residuato del secondo conflitto bellico mondiale....



06/04 L'OMBELICO DEL MONDO
Arrivo a Panama city, the crossroad of oceans!

14/04 STUCKLED IN THE MIDDLE WITH YOU.
A causa di uno sciopero dei piloti del Canale ci sono ritardi immensi, molte barche rivedono i loro piani e rinunciano al pacifico... rischio di non trovare una barca per continuare il giro del Mondo.

16/04 MISS FORTUNE
Le occasioni vanno prese al volo

25/04 PASSAGGIO A SUD OWEST
In navigazione verso le Galapagos, passiamo l'equatore e si iniziano a vedere stelle mai viste...

venerdì 4 aprile 2008

THE OCEAN'S DOOR....

PANAMA, finally....

I arrived today, here i can access a good internet connection, read "old and new posts arriving"...


stay tuned
marco

venerdì 29 febbraio 2008

Anima & Polvere

22/02
Su e giu' per mezza Samana',
sulle guas-guas di mezza Repubblica dominicana.


Tanto per cambiare ho scelto la strada piú' tortuosa, certo che sia sempre la piu' intensa e affascinante.
Volendo andare a est a punta cana, sulla costa snob per intenderci, ho deciso di fare un bel percorso hard-on-the-road... Sveglia (come se avessimo poi dormito) alle 6 del mattino, passaggio sul camion dei muratori fino al primo paesino toccato dalle rotte delle guas-guas, cambiato un paio delle suddette fino ad arrivare a Samana' per le 10, giusto in tempo per imbarcarmi ed andare a vedere le balene riprodursi.
Tempo di merda, mare agitato, diluvio universale, ma almeno 4 balene avvistate.
Ritorno tranquillo seppure fradicio, asciugo al sole mordendo un toast e passandomi una birra gelata sulla fronte.
Si riparte.
Navetta di sette metri ad uso traghettino, stracarica, aiuto un passeggero in sieme ad altri 5 volontari a caricare la moto sulla poppa... per poco non cadiamo a mare tutti quanti con la moto. Navigata tranquilla fino all'altro capo della baia, senonche' scopro che il traghettino non arriva la molo ma si ormeggia ad una boa: mentre guardo arrivare una lancia in legno che sta su con lo sputo sorrido mentre penso a come diavolo possano pensare di caricarci su una moto...

Architectonically Incorrect, la bellezza dell'accrocchio.

19/02
Chiudad Colonial,
S. Domingo
Tarde.

Cammino per le strade di un quartiere particolare. E' stato nominato patrimonio dell'umanita' ed in effetti e' impregnato di un fascino cinematografico... pero' scommetto che se qualcuno ci venisse a vivere dall'europa, scapperebbe inorridito da questa topaia: le strade sono dissestate, i palazzi sgarrupati, i pali della luce sembrano essere accrocchiati con eccessiva disinvoltura, come se ogni passante che necessiti di fare una telefonata o ricaricare le batterie della macchina si fosse semplicemente arrampicato per il palo e collegato ad un cavo, poi lasciato li' penzolante...
Eppure tutto questo essere fuori dai canoni di bellezza, ordine ed armonia a cui siamo abituati e' in effetti bello: affascina, attrae... stimola la vista con angoli nuovi, presenta pareti a strapiombo, finestre storte, balconi inclinati porte che danno nel vuoto. Probabilmente e' proprio per questo che e' bello: stimola il cervello impigrito dal Canone a scardinare i vincoli della bellezza a cui e' abituato, lo punzecchia, occasionalmente lo irrita, sempre lo scuote. Poi ha tutto il fascino particolare delle cose sbagliate, come il negroni e i tradimenti, delle cose contro, di quelle che non si devono fare, di quello che non e´ giusto... di tutto cio´ che in pochi capiscono, e solo dalla nascita...

MARMELLATA & BACKGROUND

21/02
Las Terrenas, Peninsula de Samana’
Dominican Republic


Mi sono svegliato presto stamattina e sono andato a fare colazione da Luigi.
Luigi e’ un omone napoletano sulla 60ina, coi baffi e i capelli grigi; possiede un residance che assomiglia alla casa della strega di Hans & Gretel, solo che al posto di bastoni di zucchero e tegole di cioccolata qui ci sono palme di cocco e quadri colorati ovunque. Una larga costruzione a due piani, per gran parte in legno, circondata da un vasto giardino seminato di quadri, bandiere e cianfrusaglie. Luigi vive qui da 20 anni, gli chiedo di raccontarmi un po’ della Repubblica Dominicana.
- Il grande probblema e’ che qui non tengono cultura, ed in piu’ – su questa mancanza di cultura – e’ stato costruito il palazzo del consumismo, che naturalmente cade pezzo pezzo.
- La cosa che mi ha piu’ colpito e’ la sporcizia che c’e’ ovunque, qui usano un bicchiere di plastica e poi lo buttano dove sono: per terra, sulla spiaggia, o in mare non importa. E’ strano, di solito e’ il turista zoticone e menefreghista che lascia la sporcizia, qui invece mi sembra che siano loro ad aver meno considerazione della loro stessa terra.
- Ma si’, ma tu raggioni da europeo, aehh. E qua’ non ci pensano proprio, non gliene frega niente, ma non ci pensano proprio all’inquinamento... ma hai visto quante macchine, e in che condizioni vanno in giro?
Le avevo viste. La strada per arrivare a Las Terrenas era stata un’odissea in pullman e pulmini che qui chiamano guas-guas.
Lungo le strade scassate e a tratti sterrate, piene di buche, a volte persino crateri, viaggiavano macchine altrettanto scassate e rattoppate: senza fari, senza parafanghi, con le ruote diverse le une dalle altre, a volte perfino senza parabrezza o portiere.
Nessuno rispetta il codice della strada. Facilmente il 90% dei guidatori non ha la patente, se ce l’ha non conosce il codice della strada, e quei due che lo conoscono si sentono abbastanza sicuri da non rispettarlo. E’ un rodeo in cui ognuno svincola, si infila, sorpassa, svolta o fa inversione quando vuole o quando riesce.
Il clacson e’ il mezzo di comunicazione di massa, lo usano per qualsiasi motivo e per nessuno: chiedono strada, attirano l’attenzione, flirtano, si propongono come taxi ai turisti, comunicano una svolta, si salutano, annunciano una fermata. Il risultato e’ un fragore assordante sotto forma di codice clacson-morse.
- Ma vent’anni fa com’era qui?
- Ehhee, era tutta n’altra cosa... non c’era nulla: natura e villaggi di pescatori...
Continuo la discussione a pranzo con Stefano, che si e’ trasferito qui da una decina d’anni e fa la guida turistica.
- Il punto e’ che qui e’ arrivata la globalizzazione senza tutte le fasi intermedie precedenti: da un giorno all’altro hanno iniziato a vedere in concreto il consumo, e nell’arco di una generazione si sono persuasi che il benessere e’ il consumare, il consumare all’eccesso, lo sprecare.

Rifletto su queste idee. Mi vengono in mente titoli del Corriere letti chissa’ quando come “Perche’ non possiamo non dirci cristiani”, o dibattiti intorno a “Le nostre evidenti radici greco-romane” su periodici culturali come Micro-Mega. Mi vengono in mente le chiacchiere su “la buona famiglia”, le batutte “di chi sei figlio tu?” o “ma come nasce?”. Nei sogni popolar-democratici dell’adolescenza le avevo relegate nel mucchio delle ottuse considerazioni reazionarie di boriosi campanilisti e tradizionalisti ignoranti di altre culture. Ora, con occhio piu’ freddo e disincantato, ne inizio a cogliere la parte di verita’: non si puo’ passare dalla zappa alla agricoltura biologica, dal mulo alla moto, dal baratto alla rateizzazione per comprare cose di cui il bisogno e’ costruito ad hoc, senza vivere i passaggi intermedi. Soprattutto non si puo’ passare da una societa’ in cui il denaro ha un ruolo strumentale e comunque secondario (in alcuni piccoli villaggi di pescatori e’ tuttora prevalente il baratto basato su una specie di piccoli granchi) ad una societa’ in cui l’identita’ personale e’ addobbata dalla quantita’ di denaro che si possiede e dalle cose che esso puo’ comprare.
Questo salto dai piedi scalzi agli occhiali di Gucci, dalla latrina fuori casa alla ambita jacuzzi, genera le contraddizioni di societa’ orfane di una storia, di uno sviluppo gradualmente accordato nei secoli da progressivi contatti con differenti culture.
I parti di queste “sveltine della storia” presentano la spettacolarita’ degli aborti, in cui i caratteri bastardi attingono dagli estremi opposti. Vedrete allora casino’ sberluccicanti e fast food ovunque, librerie sempre chiuse, biblioteche abbandonate e strade dissestate, vedrete fogne a cielo aperto ed acqua razionata sullo sfondo di megayacht scintillanti e docce di champagne, vedrete poi cittadine come bomboniere della costa smeralda e dopo pochi kilometri gente che dorme per terra.
Vedrete la Miseria; e la Nobilta’ take-away.